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La sensazione è che qualcosa stia cambiando. C’è chi comincia a prendere le distanze da un certo tipo di controllo da parte dei social. Sarà per lo scandalo sull’utilizzo delle informazioni da parte di Cambridge Analytica, o per evitare di essere spiati dai genitori, che più dei figli si collegano a Facebook. Sta di fatto che soprattutto i più giovani sembrano essere sottoposti a uno stress da social che li mette sotto pressione. Da qui la diffidenza verso un certo tipo di comunicazione. Un valore significativo se si considera che si tratta di ragazzi, nati quando i social già esistevano. Perfino una star come Selena Gomez ha ritenuto opportuno prendersi di nuovo una pausa da Instagram. Lo aveva già fatto in passato, affermando che in un momento buio della propria esistenza i social non facevano altro che danneggiare la sua autostima. Poi l’ennesimo passo indietro, come lei stessa ha confessato, per vivere la vita reale e godere appieno del tempo a disposizione.

Dalla tecnologia prende le distanze uno dei cantanti più seguiti dal pubblico giovanile, Ed Sheeran. Aveva già abbandonato Twitter, dicendo che si era stancato di leggere cose offensive, orribili. Il passo successivo è stato quello di buttare lo smartphone per non essere connesso ogni momento, per vedere il mondo con i propri occhi e non solo attraverso uno schermo. Ha confessato di possedere solo un vecchio Nokia 3210 senza display che utilizza solo nei casi di emergenza.

In Italia è stata Marzia Bisognin, star di YouTube con 67 milioni di iscritti, a dire addio alla piattaforma. Per lei era arrivato il momento di provare qualcosa di nuovo. In un video ha spiegato i motivi della sua decisione: negli ultimi tempi faticava non poco a trovare le ragioni per continuare. Eppure grazie a YouTube aveva superato la timidezza dando sfogo alla propria creatività. Ha girato il mondo insieme al fidanzato, anche lui una star, Felix Kjellberg, meglio conosciuto con il nome PewDiePie. Una favola, quella dei due innamorati, coronata dal successo e da un numero elevato di follower. Poi il passo indietro di entrambi, per non rinchiudersi nella bolla del Web.

Negli Stati Uniti, invece, un quarto degli utilizzatori di Facebook ha rimosso la app dal telefono negli ultimi dodici mesi. Una crisi di rigetto. Che coinvolge addirittura molti manager dello stesso social network. Nomi noti, che si aggiungono a quelli che avevamo definito pentiti del Web. Come Rachel Whetstone, che si occupava del settore comunicazione dell’azienda di Menlo Park. Ha deciso che era meglio dedicarsi al cinema e alle grandi produzioni, ed è andata a lavorare per Netflix. Anche Alex Stamos ha fatto le valigie. Oggi fa l’insegnante a Stanford. Con lui ha lasciato pure Colin Stretch, mentre Tavis McGinn, senza peli sulla lingua, ha confessato che sono venuti meno quegli ideali per i quali era nato il social network. Via anche lui. E via Brian Action e Jan Koum, cofondatori di WhatsApp. Meglio morire sulla spiaggia piuttosto che in ufficio, aveva detto Jack Ma annunciando al mondo intero il suo ritiro da Alibaba, il colosso cinese delle vendite online. Parole prese alla lettera da Dan Rose, veterano di Facebook. Ha lasciato tutto per andarsene alle Hawaii. La felicità si misura anche su un lettino al sole.

Si è molto parlato dei due fondatori di Instagram , Mike Krieger e Kevin Systrom, che hanno deciso di dire addio alla loro creatura, acquistata nel 2012 da Facebook per un miliardo di dollari. Hanno dichiarato ufficialmente di voler tornare a esplorare la loro curiosità e creatività. Ma alla base di questa scelta ci sarebbero divergenze insanabili con Mark Zuckerberg. Forse per una serie di iniziative che avrebbero snaturato la piattaforma social per la condivisione di fotografie.

All’improvviso c’è stato il fuggi fuggi. Dai dirigenti del gruppo di Menlo Park ai fondatori delle aziende successivamente acquistate da Zuckerberg. Come Brendan Iribe e Palmer Luckey, creatori di Oculus, marchio leader nella produzione dei visori a realtà aumentata. Facebook qualche anno fa aveva comprato la società per 2 miliardi di dollari.

Si tratta solo di esempi. La tendenza in ogni caso è quella di essere maggiormente accorti e di non esporsi più del necessario su Instagram o su Twitter, troppo invasivi e poco rispettosi dell’immagine delle persone. Un cambio di direzione che non registra numeri elevati, ma è pur sempre un’indicazione. Forse la consapevolezza del valore della privacy per riappropriarsi del proprio io potrebbe prevalere su un mondo dove si fa più affidamento sulle conoscenze degli altri piuttosto che sulle proprie capacità.

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