Il tintinnio di campanelli irrompe all’improvviso nel telefonino come una suoneria. E’ l’inizio di uno dei tantissimi video che in queste ore affollano la memoria dello smartphone. Ce n’è per tutti i tipi e per tutti i gusti. Dal Babbo Natale che parla in dialetto romanesco e ti manda letteralmente a quel paese al cinese che al posto del violino nella custodia trasporta delle belle mozzarelle di bufala. C’è persino il marito carino e paziente che a sorpresa, mentre la moglie sbraita, le fa trovare sull’uscio della casa un fuoristrada nuovo e fiammante. Termine più che appropriato perché, quando la moglie, a quel punto diventata carina e dolce, fa girare la chiave nel cruscotto, l’elegante e possente veicolo esplode. Auguri cinici che ricordano la pubblicità del Buondì Motta.
Poi ci sono i video personalizzati, quelli che vedono come protagonisti gli autori del messaggio augurale. Perché in questa epoca digitale siamo tutti videomaker. E allora ecco che sul telefonino compaiono i tuoi amici che vestiti da Babbo Natale di sorridono e ti fanno l’occhiolino mentre in sovraimpressione compare la scritta Merry Christmas.
Vorresti fare altrettanto ma non tutti sono nativi digitali. Ti rendi conto di essere un pensionato analogico ma non vuoi essere da meno. E allora rispondi con un altro messaggio fra i tanti che ti sono arrivati sul cellulare. E’ un dare e avere. Uno scambio quasi alla pari. Ma il vortice di messaggini e di musichette ti confonde. E quando rispondi all’amico con un altro video tra i tanti in memoria, ti arriva la risposta: “Ehi, ma è quello che ti ho mandato l’altro giorno…”.