Finalmente una buona notizia: la nascita di un giornale di buone notizie. L’idea del Correre della Sera è buona, anzi ottima. Buone Notizie viene allegato al quotidiano di via Solferino ogni martedì. Tutti i giorni siamo costretti a leggere i fatti drammatici che arrivano da ogni dove. Riflettono l’epoca in cui viviamo. Non è un bel mondo. Il male imperversa. E i giornalisti fanno il loro mestiere. Raccontano quello che succede.
Un tempo, nelle scuole di giornalismo, si insegnava la regola delle tre S: sesso, soldi e sangue. I tre argomenti che dovrebbero far vendere più giornali e, quindi, far aumentare la pubblicità. In realtà oggi siamo raggiunti solo da cattive notizie. E c’è pure chi, in un mare magnum di avvenimenti drammatici, è alla ricerca di buone nuove. Io, ad esempio. Costretto per lavoro ad occuparmi di tutto e di più, cerco di scovare quei fatti che possono alleviare lo spirito e arrivare dritti al cuore. Buone Notizie del Corriere mi faciliterà il compito. E state certi che anche altre testate, d’ora in poi, daranno più spazio alle cose belle.
Ad esempio, su Repubblica ho letto con piacere la storia raccontata da Cristina Nadotti. Riguarda due persone anziane. Lei è Rosina Spinosa, 95 anni. Lui si chiama Len Harley, 98 compiuti. Le loro vite si intrecciarono 74 anni fa, in Abruzzo. Lei contadina, lui soldato inglese in fuga dai nazisti. Rosina salvò quel giovane militare nascondendolo in soffitta. Dopo la guerra lui l’ha cercata più volte, inutilmente. Solo dopo tutti questi anni, grazie ai rispettivi nipoti e alla tecnologia, Rosina e Len si sono rivisti via Skype. Si sono dati appuntamento per i prossimi giorni. In attesa di vedersi di persona si chiameranno con Facetime. Il digitale aiuta. E aiutano anche queste notizie, che ci riempiono di gioia.