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Non mi fido dei critici. Non mi sono mai fidato. Quando leggo le recensioni di un film e sono negative è quasi certo che quel film potrebbe piacermi. E forse potrei vederlo. Per non parlare dei critici televisivi. Lingue biforcute capaci di spargere veleno a destra e a manca senza neppure avere la cognizione di cosa viene trasmesso in tv. Come nel caso di Miss Italia. Non ho mai capito perché ce l’hanno con lo storico concorso di bellezza che elegge la ragazza più bella della nostra penisola. Eppure si tratta di una gara genuina, trasparente, spontanea. Ma forse è proprio questo. Nel vortice cafonal chiassoso della nostra televisione un programma tradizionale come Miss Italia provoca gelosie e invidie.

Prendiamo il critico televisivo de L’Espresso. Si chiama Riccardo Bocca. Da qualche parte viene definito ‘blogger dallo sguardo crudele e dalla parola poetica che trafigge la televisione italiana su Gli Antennati. Si tratta della rubrica televisiva del giornale, dove qualche settimana fa, ben prima della messa in onda, ho letto un suo breve scritto sul concorso. Iniziava più o meno così: ‘Nessuna speranza di archiviare Miss Italia tra i programmi che forse, dicunt, un tempo hanno avuto un non meglio precisato senso e oggi invece imbarazzano’. Imbarazzano? Ma come, il programma non è ancora andato in onda e un critico televisivo già emette simile sentenza? Bocca ne ha pure per il povero conduttore di Miss Italia: ‘Contro ogni ragionevolezza storica, il 9 settembre lo show tornerà puntuale su La7. In conduzione Francesco Facchinetti: perfetto, è il caso di riconoscere, per un simile appuntamento’. Poverino, il figlio dei Pooh. Che invece è stato molto bravo. Ah, se Bocca avesse almeno visto lo show.

Di tono assai diverso il commento di Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Lo confesso, non sono quasi mai d’accordo con le sue recensioni, ma devo riconoscergli quell’onestà intellettuale che non tutti posseggono. Scrivendo di Miss Italia Grasso scrive: ‘Quando si parla di Miss Italia bisognerebbe lasciare da parte le ipocrisie e il politicamente corretto: non è un talent show, non è un varietà, tanto meno una prova di cultura generale per le partecipanti. È un concorso di bellezza che vuol premiare la ragazza più bella (o forse più carina, non importa) tra quelle che sfilano sul palco di Jesolo. Può piacere o meno, ma solo una volta accettata questa evidenza si può discutere sulla resa televisiva dell’evento (sabato, 21.15, La7). Diciamo subito che La7 ha fatto benissimo a concentrare tutta la manifestazione in un’unica serata (è il solo modo per riscoprire il carattere di evento) e si vede lo sforzo fatto nel tempo per modernizzare la competizione, per toglierla dall’anacronismo asciugando i tempi morti, i rituali infiniti, le tante retoriche inutili del passato’. Vabbè, onesto mi pare.

E sul conduttore aggiunge: ‘Bisogna anche riconoscere che Francesco Facchinetti, il figlio dei Pooh, oltre a essere una star dei social ha il senso dei tempi televisivi e sa tenere il ritmo della conduzione e della gara’. Sono d’accordo. E comunque, Aldo grasso, almeno, lo show lo ha visto. Non come Riccardo Bocca, che critica i programmi televisivi ancor prima della messa in onda. La sua rubrica si intitola ‘Gli Antennati’. Perfetto, è il caso di riconoscere, per un simile contenuto.

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