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Credevo che un certo tipo di lavoro fosse il frutto della fantasia di abili scrittori alla De Crescenzo. Invece scopro che la creatività non ha confini. Sarà la crisi.  Sta di fatto che si sono inventati un’attività che in poco tempo ha preso piede, e non in particolare a Napoli: quella dei codisti.

Si tratta di persone che restano in coda agli sportelli della Posta, dell’anagrafe o di altri uffici. Ma non per motivi personali. Lo fanno su commissione. E sono molto richiesti, sia dai privati che dalle aziende. In Italia i codisti sono circa trecento. Distribuiti da nord a sud. Hanno una tariffa oraria di dieci euro. Alcuni sono stati addirittura assunti a tempo indeterminato. Pochi, perché la maggior parte lavora in proprio.

Scopro anche che nei Paesi anglosassoni sono una realtà consolidata. Li chiamano professional line sitter, oppure line stander. E negli Stati Uniti è nata Sold, la prima azienda i cui dipendenti di mestiere fanno la coda agli sportelli. La tariffa è buona, 25 dollari all’ora. E il lavoro non manca. L’attesa pure. Quella davanti agli sportelli pubblici o davanti ai negozi dove si fa la fila pure per acquistare l’ultimo modello del telefonino di moda.

E’ sempre una questione di tempo, e il tempo è danaro. Sia per chi risparmia lunghe code agli sportelli, sia per chi coglie l’occasione e trasforma in profitto quello che per altri è tempo perso.

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