{"id":266,"date":"2017-02-26T14:32:17","date_gmt":"2017-02-26T14:32:17","guid":{"rendered":"http:\/\/antoniopascotto.it\/?p=266"},"modified":"2017-02-26T14:32:45","modified_gmt":"2017-02-26T14:32:45","slug":"la-svolta-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=266","title":{"rendered":"LA SVOLTA DIGITALE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-267\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/DIGITALE-300x216.jpg?resize=300%2C216\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Dopo oltre mezzo secolo la televisione continua a esercitare la sua centralit\u00e0. Tra i mezzi di comunicazione di massa\u00a0 rimane la preferita dal pubblico, che in primo luogo sceglie i telegiornali per seguire cosa succede nel mondo. Il piccolo schermo \u00e8 sempre influente, ma soprattutto, pi\u00f9 di ogni altro mezzo, ha la capacit\u00e0 di stabilire cosa \u00e8 importante, i temi su cui discutere.<\/p>\n<p>Eppure lo sviluppo delle tecnologie sta imprimendo una decisa accelerazione verso un cambiamento del linguaggio televisivo. La tv si trasforma, e con essa i contenuti.\u00a0 L\u2019offerta di canali \u00e8 molteplice: digitale terrestre, satellite, cavo telefonico. E internet.<\/p>\n<p>Aumentano i mezzi, i soggetti che partecipano alla formazione e alla produzione delle notizie, i fruitori. Cresce la domanda. Si \u00e8 innescato un processo che coinvolge tutti i settori della societ\u00e0, immersi in una realt\u00e0 che non pu\u00f2 prescindere dalla tecnologia. Tutto ci\u00f2 che accade intorno alle persone passa attraverso i segnali che si scompongono in bit, o tramite il doppino telefonico, oppure tramite la rete. Anche libri e giornali, oramai, percorrono le nuove strade digitali fino a giungere sull\u2019Ipad o su altri dispositivi mobili.<\/p>\n<p>Si apre un nuovo mondo. Suoni e colori si sovrappongono, si accavallano, cercano spazio sui media tradizionali, anch\u2019essi in via di trasformazione, ma anche sui monitor dei computer o sui display dei cellulari. Cambia la percezione di quello che si vede.<\/p>\n<p>Emergono nuove tipologie di contenuti e di servizi dedicati agli utenti. Ad una maggiore concorrenza si aggiungono le nuove attitudini al consumo mediale. La quantit\u00e0 di dati in circolazione \u00e8 in costante aumento. Il progresso tecnologico abbassa i costi di trasmissione consentendo la proliferazione di canali, progetti, blog, video blog, web tv, televisioni aziendali. C\u2019\u00e8 uno scambio continuo di dati che coinvolge stampa e televisione, radio, libri, telefoni fissi e mobili. Una montagna d\u2019informazione che trova nel web lo spazio ideale, una struttura aperta. Praticamente illimitata. Una dimensione collettiva che non ha confini.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cambiato nel volgere di poco tempo. Un salto indietro di qualche anno, quando non c\u2019erano neppure i telefonini: a produrre informazione erano giornali, radio e tv. Nella carta stampata occorrevano: la registrazione della testata in tribunale, un\u2019organizzazione strutturata secondo i canoni classici di una redazione, ingenti capitali e editori disposti a investire nel nome della libert\u00e0 d\u2019informazione. Editori puri, o in molti casi impuri, consapevoli che un\u2019azienda, soggetto attivo nella fabbrica di notizie, contribuiva alla formazione della pubblica opinione in maniera quasi esclusiva. La comunicazione era indirizzata a una massa di persone.<\/p>\n<p>Con internet, invece, tutti possono conoscere tutto, e in tutte le lingue. Cambia la dimensione dello spazio e del tempo. Una notizia pubblicata su un giornale o trasmessa alla tv pu\u00f2 essere letta o vista ogni volta che si vuole. Il web diventa un enorme archivio dove \u00e8 possibile attingere in qualsiasi momento e in ogni posto. Si possono consultare siti, o leggere il giornale digitale preferito, oppure vedere contenuti audiovisivi in lingua italiana, a Parigi come a New York oppure a Sidney o a Tokio.<\/p>\n<p>Ma la pi\u00f9 grande novit\u00e0 \u00e8 creare e scambiare contenuti. Il sistema comunicativo definito di tipo <em>verticale<\/em> diventa di tipo <em>orizzontale<\/em>. I costi sono abbattuti. La tecnologia consente a chiunque di realizzare il proprio web giornale, un blog o una web tv. Basta un computer e un collegamento alla rete. Per le immagini potrebbero bastare i telefonini, sempre pi\u00f9 sofisticati, capaci di realizzare video in alta definizione. Anche i prezzi delle videocamere sono calati.<\/p>\n<p>Il modo di concepire la comunicazione cambia completamente<strong>. <\/strong>Si parla sempre pi\u00f9 spesso di innovazione, non solo tecnologica. I produttori di notizie non sono alla continua ricerca dello scoop e con il passare del tempo verr\u00e0 meno anche la logica dello share a tutti i costi. Il valore di una news \u00e8 dettato dalla qualit\u00e0 con cui essa viene confezionata e proposta al pubblico. Che a sua volta interagisce con il giornale o con la televisione per esprimere la propria opinione.<\/p>\n<p>Vecchi e nuovi media convivono, si mescolano, si servono a vicenda gli uni degli altri in un processo di trasformazione che giorno dopo giorno scopre spunti diversi.<\/p>\n<p>Il pubblico dei lettori cresce, in maniera inversamente proporzionale al numero di copie vendute. Aumentano i telespettatori. Che hanno l\u2019opportunit\u00e0 di scegliere tra digitale terrestre, satellite, web tv o IpTv. Mentre i nuovi strumenti diventano sempre pi\u00f9 familiari. Le informazioni si cercano e si condividono. Anche quelle di nicchia.<\/p>\n<p>Il concetto di <em>coda lunga<\/em>, la teoria sostenuta da Chris Anderson secondo cui con le tecnologie aumentano gli spazi e la scelta dei prodotti, introduce un nuovo modello che si sostituisce ai grandi mercati di massa. E\u2019 un modo per far emergere notizie mai trattate dalla stampa.<\/p>\n<p>In questo nuovo ecosistema il giornalismo, anche quello televisivo, pu\u00f2 migliorare. Non tutti quelli che scrivono blog o che dialogano nei social network sono giornalisti. Forse qualcuno lo diventer\u00e0. La professione giornalistica, invece, proprio grazie alle tecnologie, avr\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di riaffermare la propria qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Conoscenze e competenze, unite all\u2019utilizzo dei mezzi a disposizione, potrebbero rendere il giornalista pi\u00f9 libero, capace di avere una diversa visione del mondo, dei fatti e degli avvenimenti sui quali occorre informare, nel modo pi\u00f9 completo, il pubblico. Che a sua volta sar\u00e0 coinvolto in una sorta di agor\u00e0 interattivo, dove ognuno offrir\u00e0 il proprio contributo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo oltre mezzo secolo la televisione continua a esercitare la sua centralit\u00e0. Tra i mezzi di comunicazione di massa\u00a0 rimane la preferita dal pubblico, che in primo luogo sceglie i telegiornali per seguire cosa succede nel mondo. 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