{"id":2187,"date":"2026-01-26T10:13:28","date_gmt":"2026-01-26T10:13:28","guid":{"rendered":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=2187"},"modified":"2026-01-26T10:13:28","modified_gmt":"2026-01-26T10:13:28","slug":"eleanor-e-il-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=2187","title":{"rendered":"ELEANOR E IL ROBOT"},"content":{"rendered":"\n<p>I<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPhil, com\u2019\u00e8 andata?\u00bb disse Eleanor rivolgendosi al robot che stava rientrando in casa dopo aver tagliato l\u2019erba in giardino. \u00abBene\u00bb, rispose lui per nulla trafelato. Nemmeno un accenno di stanchezza. Eppure, di verde ce n\u2019era abbastanza, e circondava tutta la casa. Una villetta alla periferia di Boston che gli Smith avevano comprato per la vicinanza con Cambridge e la presenza di scuole famose. L\u2019avevano scelta per i figli, che poi avrebbero potuto frequentare la Harvard University o il Massachusetts Institute of Technology. E in effetti cos\u00ec fu. I ragazzi, oramai adulti, si erano sposati ed erano andati a vivere con le loro famiglie al di l\u00e0 del fiume Charles. Non lontano, comunque, dall\u2019abitazione dei loro anziani genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di Winston, Eleanor era rimasta sola con Phil, il robot costruito alcuni anni prima in una azienda della Cornovaglia. Era un gemello digitale, una copia quasi identica al marito. Un doppio digitale che in genere, dopo la morte della persona a cui era ispirato, sarebbe dovuto finire nel <em>Cimitero delle macchine intelligenti.<\/em> Ma i familiari, Eleanor in testa, lo vollero tenere in attivit\u00e0 ancora per qualche tempo, nonostante le polemiche sull\u2019opportunit\u00e0 di \u2018far vivere\u2019 un simile robot anche dopo la dipartita del suo gemello umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Eleanor non aveva mai avuto dubbi nel ribadire ai tecnici del <em>Cimitero delle macchine intelligenti <\/em>che Phil doveva restare con lei. Mai come in quel momento ne avvertiva la necessit\u00e0, sola, con una casa da portare avanti. Si era aperto un dibattito in tutto il Paese. Poi la decisione, da parte delle autorit\u00e0 locali, di accordare l\u2019utilizzo della macchina per un breve periodo di tempo. Tempo che si era allungato tra ulteriori concessioni e rinvii della sentenza definitiva da parte della Procura di Boston.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPhil, ma tu sei contento di stare con me?\u00bb disse Eleanor rivolgendosi all\u2019amico robot che oramai era la sua unica compagnia. Lui fece un cenno con la testa che equivaleva ad un s\u00ec. Ma lei continu\u00f2 con le domande.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE mi vuoi bene<em>?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto che ti voglio bene\u00bb, rispose. \u00ab\u00c8 il bene che pu\u00f2 provare un automa come me nei confronti di un essere umano.<em>\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa provi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon posso provare sentimenti. Sono una macchina, e rispondo attraverso i calcoli degli algoritmi. Ma tu chiedimi cosa vuoi e io, nei limiti delle mie possibilit\u00e0, cercher\u00f2 di soddisfare i tuoi desideri.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVorrei che tu rimanessi sempre con me fino alla fine dei miei giorni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon spetta a me decidere ma a te o a chi mi ha programmato. C\u2019\u00e8 una legge che regola il mio utilizzo. Dovresti rivolgerti a qualcun altro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo far\u00f2\u00bb, replic\u00f2 Eleanor voltandosi dall\u2019altra parte per nascondere le lacrime che scorrevano a rivoli sulle guance.<\/p>\n\n\n\n<p>II<\/p>\n\n\n\n<p>I granelli di polvere, illuminati dai raggi che squarciavano la stanza in un pomeriggio assolato e come sempre silenzioso, sembravano danzare sfuggendo a qualsiasi logica. Erano migliaia di puntini luminosi che formavano una specie di galassia, o uno di quegli effetti che appaiono all\u2019improvviso su un palco, poco prima dell\u2019esibizione della rockstar di turno. Lo sguardo di Eleanor, seduta sulla sua poltrona preferita, li catturava come si fa al cinema, mentre sei assorto a vedere le immagini proiettate sul grande schermo. Uno spettacolo, insomma, che lei non disdegnava. Anzi, il libro aperto sul grembo era rimasto fermo a pagina ventidue. Preferiva rilassarsi davanti a quella rappresentazione fatta di luci tiepide e movimenti roteanti, mossi da una corrente d\u2019aria impercettibile. Un balletto che non sarebbe durato a lungo, e per questo meritevole di essere goduto fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo era un bene prezioso, e nulla andava sprecato. Lo sapeva bene Eleanor, che aveva vissuto momenti di grande felicit\u00e0. Ma nulla \u00e8 per sempre, e all\u2019improvviso qualsiasi cosa, anche quella che ti sembra eterna, svanisce mentre meno te lo aspetti. Non era mai stata pessimista, tutt\u2019altro. Ma occorre fare sempre i conti con la realt\u00e0. Lo pensava spesso quando parlava con Phil, o mentre guardava l\u2019umanoide riordinare meticolosamente i cuscini del divano. Era bravo nei suoi movimenti, fluidi e precisi. Un aiutante tuttofare che le aveva permesso di continuare a vivere da sola in quella casa senza dover assumere una cameriera o una badante. Con l\u2019et\u00e0 che avanzava sarebbe stata una soluzione indispensabile. Ma c\u2019era lui, che per giunta era il gemello digitale di Winston. E i ricordi, che pure erano tanti tra quelle mura, rimanevano sospesi, come in un limbo, sfuggendo al peso delle cose. Piuttosto, ogni gesto di quell\u2019essere meccanico, fatto di ingranaggi complessi e sensori intelligenti, amplificava i timori che si insinuavano nel cuore di Eleanor come ombre, minacciando quella serenit\u00e0 che aveva riconquistato proprio grazie al suo amico artificiale, una presenza costante che aveva riempito il vuoto lasciato dalla solitudine. Faceva di tutto per non pensarci, ma era impossibile cancellare quella domanda sempre presente nella sua mente: tutto questo quanto sarebbe ancora durato?<\/p>\n\n\n\n<p>III<\/p>\n\n\n\n<p>Si presentarono a casa all\u2019improvviso, tutte imbacuccate per il freddo, con le borse talmente gonfie che facevano pensare ad una serie di acquisti sostenuti in quei negozi che tanto piacevano alle due e alla stessa Eleanor. Erano le sue migliori amiche, Maggie e Charlotte. Si conoscevano da una vita. La luce del pomeriggio illuminava i loro volti soddisfatti, forse per lo shopping appena concluso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMaggie, Charlotte, che sorpresa! Non mi aspettavo proprio una vostra visita\u00bb, disse Eleanor abbracciandole con un vigore ricambiato dalle due.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTesoro, sei bellissima. E ti pensiamo sempre\u00bb, rispose Maggie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon potevamo non vederti dopo questa splendida mattinata. Abbiamo un sacco di cose da raccontarti, e anche da farti vedere\u00bb, aggiunse Charlotte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abImmagino, osservando le vostre borse. Non vedevate l\u2019ora. E io non vedevo l\u2019ora di rivedervi. Vi voglio bene!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEleanor, non puoi capire. Quando l\u2019ho visto nella vetrina di Shawmut non ho saputo resistere pi\u00f9 di un minuto.\u00bb Maggie aveva un sorriso raggiante, e mostr\u00f2 con fierezza un golfino di cachemire color lavanda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE che ne pensi di questi pantaloncini?\u00bb Erano di raso, color blu petrolio, e avevano la gamba larga. Proprio come li desiderava Charlotte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRagazze, non vi cambierei per nessuna cosa al mondo. E sono fiera di voi. Lo sono sempre stata. E non mi deluderete mai. Come non mi deludono i vostri acquisti. Sono fatti con il cuore.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE il nostro cuore noi lo doniamo a te, amica di sempre.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle borse cominciarono a uscire guanti, sciarpe, un paio di scarpe eleganti comprate in una lussuosa boutique di Newbury Street, cosmetici e profumi, bracciali e collane di alta bigiotteria e perfino una maglietta con il logo dei Boston Red Sox. Era per il nipotino di Charlotte, tifoso sfegatato della famosa squadra di baseball. Un campionario di articoli che da soli potevano costituire un\u2019ottima base per aprire un nuovo negozio.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedendo quel pop\u00f2 di roba Eleanor cominci\u00f2 a ridere. Ma si emozion\u00f2 quando le due amiche presero da una delle borse una collana di ambra color miele. Gliela misero subito al collo. Era il regalo per lei, sobrio ed elegante, ma soprattutto unico. Realizzata a mano da un noto artigiano di un paesino del Massachusetts, faceva un bellissimo effetto indossata da Eleanor, sul cui viso fece capolino un rigolo di lacrime, che subito asciug\u00f2. Era da tempo che non riceveva un regalo cos\u00ec personale, ma soprattutto fatto con tanto amore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRagazze, ma \u00e8 bellissima. Non potevate fare scelta migliore. Sono davvero contenta.\u00bb Poi, sfiorando con le mani la collana, e con la voce incrinata, aggiunse: \u00abOra sarete sempre con me.\u00bb E le abbracci\u00f2 cos\u00ec forte da toglierle il fiato.<\/p>\n\n\n\n<p>IV<\/p>\n\n\n\n<p>Sul tavolo era rimasta una borsa, la pi\u00f9 grande, ancora quasi piena. \u00abAspetta, non \u00e8 finita qui!\u00bb esclam\u00f2 una delle due tirando fuori una scatola bianca e blu: \u00abE questo \u00e8 il meglio che potesse offrire la citt\u00e0, quello che ti far\u00e0 e ci far\u00e0 ingrassare, ma anche sorridere per giorni.\u00bb La confezione, riconoscibilissima, era quella di una pasticceria di Boston, <em>Mike\u2019s Pastry<\/em>, rinomata per le sue radici italiane. Si trova nel quartiere di North End, ed \u00e8 apprezzata in particolare per i suoi cannoli e le sue \u2018code d\u2019aragosta\u2019. Una vera e propria istituzione in citt\u00e0, un luogo d\u2019incontro sia per i locali sia per i turisti. La scatola conteneva almeno una decina di cannoli siciliani freschissimi, le cui estremit\u00e0 erano state ricoperte di cioccolato cosparso con granella di pistacchio. Un vero trionfo. Eleanor batt\u00e9 le mani come una bambina. I suoi occhi, dopo le lacrime, ora erano luccicanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRaccontaci, come va qui? Abbiamo un po\u2019 di tempo per chiacchierare.\u00bb La luce calda del pomeriggio riempiva la stanza, illuminando la collana al collo di Eleanor. La prova di amicizia delle due signore non si ferm\u00f2 con quel regalo. Maggie e Charlotte sapevano tutto di Eleanor, della decisione di chiedere almeno una proroga per Phil, che in quel momento era seduto in un angolo, il corpo di metallo inerme, la luce del display sul lato destro gialla, in modalit\u00e0 stand-by. Si stava ricaricando, dopo il lavoro svolto durante la mattinata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEleanor, non vorrei turbarti. Non lo farei per nessuna ragione al mondo. E proprio oggi, dopo aver visto i tuoi occhi brillare per la nostra presenza, forse potrei evitare di parlarne ma\u2026\u00bb Coprendo le ultime parole di Maggie, Charlotte intervenne con un tono pi\u00f9 deciso: \u00abI ragazzi cosa dicono? La Procura ha concesso un altro rinvio, ma il dibattito non si placa. Ora non siete solo tu e Phil il problema. In tutto il Paese si moltiplicano le richieste. Gente che vuole prorogare la concessione del proprio umanoide. Si parla di centinaia e centinaia di casi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi, ne ho discusso con loro pi\u00f9 volte. E non riusciamo ad arrivare a nessuna conclusione. Lo so, Phil \u00e8 un automa. \u00c8 una macchina di ferro, anche se non te ne accorgi. E la sua presenza mi \u00e8 tanto di conforto. Mi aiuta con le faccende, mi fa compagnia. Ma non \u00e8 solo questo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE cos\u2019altro \u00e8?\u00bb domand\u00f2 Maggie, con gli occhi sbarrati, le sopracciglia inarcate e lo sguardo fisso su Phil, che continuava a caricarsi. Aveva un urgente bisogno di comprendere, anche se, nel suo inconscio, riusciva ad avvertire cosa poteva provare Eleanor nei confronti del gemello digitale del marito scomparso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo bisogno di lui\u00bb, tagli\u00f2 corto l\u2019amica. \u00ab\u00c8 la cosa pi\u00f9 preziosa che mi ha lasciato Winston&#8230;e mi capisce.\u00bb S\u2019interruppe, toccando in modo frenetico la collana. \u00abAnzi, fa finta di capire. Ma \u00e8 molto convincente. E la differenza nel parlare con lui o con altri \u00e8 irrilevante. Ho chiesto anche a Phil cosa ne pensasse, e mi ha risposto che non spettava a lui prendere una qualsiasi decisione. <a>\u00c8<\/a> una macchina, mi ha detto, non pensa, non prova sentimenti, anche se si dice pronto a soddisfare ogni altra richiesta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcco, appunto\u00bb, disse Charlotte sporgendosi avanti verso l\u2019amica. \u00ab\u00c8 una macchina. \u00c8 un concentrato di algoritmi estremante sofisticato che ha replicato le caratteristiche di Winston. E tu sai bene cosa dice la legge sui gemelli digitali alla morte del loro umano.\u00bb \u00abSi Eleanor\u00bb, aggiunse Maggie. \u00abQuesta storia prima o poi dovr\u00e0 finire, stai solo prolungando la tua agonia. Insomma, stai vivendo con un fantasma. Anche se umanoide, anche se somiglia ad un uomo, anche se ti capisce\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in quel momento Phil riapr\u00ec gli occhi e si alz\u00f2. La luce gialla era diventata verde. Si era riattivato. Si present\u00f2 davanti alle donne con il suo aspetto slanciato, anche se molto lontano dalle sembianze di Winston. I gemelli digitali venivano creati su misura rispetto ai loro corrispettivi umani, ma l\u2019estetica, per legge, non poteva replicare in tutto e per tutto il fisico e il volto di un essere umano. Si vedeva che Phil era un robot. Eppure, davanti a lui, si percepiva un\u2019emozione sottile, come la sensazione di avere a che fare con una persona vera, un riflesso simile al nostro modo di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Era sicuramente cos\u00ec per Eleanor. Un po&#8217; meno per le sue due amiche, che pure avevano gi\u00e0 avuto a che fare con Phil. Maggie e Charlotte avvertivano un senso di inquietudine, nonostante la voce, i movimenti, le espressioni dell\u2019umanoide. Ai loro occhi, la copia di Winston, insomma, era imperfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvete bisogno di qualcosa?\u00bb disse Phil guardando le tre signore sedute sul bel divano rivestito di chintz. \u00abAvverto un aumento del livello di anidride carbonica in questa stanza. Posso aprire la finestra.\u00bb La voce era priva di inflessioni emotive. Maggie si port\u00f2 la mano destra sulla bocca, mentre Eleanor rispose: \u00abNo, Phil, grazie, non ce n\u2019\u00e8 bisogno. Piuttosto, desideri un cannolo? Noi si, e anche una tazza di t\u00e8.\u00bb \u00abNessun alimento \u00e8 necessario per il mio funzionamento. Se questo pu\u00f2 soddisfare la sua emotivit\u00e0 posso farlo secondo le linee guida del mio modello.\u00bb Attese una qualsiasi reazione, che non arriv\u00f2. Allora si gir\u00f2 su s\u00e9 stesso, per dirigersi verso la cucina, dove avrebbe preparato la bevanda richiesta.<\/p>\n\n\n\n<p>V<\/p>\n\n\n\n<p>Il t\u00e8 fumante rasseren\u00f2 per qualche minuto gli animi. Allora Eleanor ne approfitt\u00f2 per elencare tutte le caratteristiche di Phil. Quante volte Maggie e Charlotte avevano dovuto ascoltarla, mentre lodava le attivit\u00e0 del suo amico robot. Dai piccoli gesti quotidiani, alle conversazioni che spaziavano dai ricordi fino alle notizie del giorno. Phil era basato sull\u2019intelligenza artificiale. La sua forma di umanoide aveva un aspetto rassicurante. Poteva dialogare su una vasta gamma di argomenti, ricordare le precedenti esperienze condivise, anche nei minimi dettagli. Riusciva persino a adattare il tono della voce per adeguarsi allo stato d\u2019animo di Eleanor. Va senza dire che l\u2019aiutava nelle faccende domestiche, e le ricordava tutti gli appuntamenti. A volte, ed era molto piacevole, le leggeva un libro prima che Eleanor si addormentasse. Era molto pi\u00f9 di un assistente, efficiente e premuroso, ma una presenza costante che aveva riempito i vuoti di solitudine. I momenti trascorsi con lui erano diventati il motivo principale della sua esistenza, e la sola idea di poterli perdere la faceva cadere in uno stato di profonda tristezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il desiderio che Phil rimanesse per sempre con lei era innegabile. Ma questo non bastava a placare le preoccupazioni di Maggie e Charlotte. Del resto, le amiche non potevano provare quelle stesse emozioni, ed erano quindi pi\u00f9 razionali rispetto al rapporto che si era instaurato tra il robot ed Eleanor. C\u2019erano di mezzo troppi problemi, ed era fondamentale tenere ben presente la vera natura di Phil, un umanoide che non aveva coscienza, non provava emozioni davvero umane, e non aveva nessuna storia di vita vissuta: era stato creato pochi anni prima della morte di Winston. Ogni suo comportamento, gesto, risposta, erano il risultato di complessi algoritmi e di un ampio bagaglio di informazioni contenute nel suo database. Certo, la sua presenza cos\u00ec realistica poteva indurre chiunque a credere di poter interagire con un essere simile a lui. Con il rischio, per\u00f2, di ingenerare malintesi e situazioni dannose. Maggie e Charlotte ne erano consapevoli. Si erano informate, avevano letto libri e ricerche. Phil, come ogni robot, era privo della capacit\u00e0 di provare vera empatia o di comprendere appieno la complessit\u00e0 delle relazioni umane. I timori di natura etica erano significativi. Nonostante Phil fosse una fonte di conforto per l\u2019amica, egli parlava e si muoveva all\u2019interno dei parametri del suo codice.<\/p>\n\n\n\n<p>Charlotte deglut\u00ec, osservando l\u2019amica mentre parlava di Phil. Voleva dire qualcosa ma non ci riusciva. Maggie si alz\u00f2 in piedi, dirigendosi verso la finestra. Guard\u00f2 il prato che Phil aveva tagliato poche ore prima. \u00abEleanor, lo so, Phil \u00e8 un robot straordinario che fa tante cose e ti tiene compagnia. Ma a quale costo? \u00c8 una questione morale, non sentimentale. La Procura deve risolvere un problema, e tu sei diventata, anche con molti altri, oramai, uno dei simboli di quelli che infrangono le regole. Stai lottando contro il <em>Cimitero delle macchine intelligenti<\/em> che \u00e8 stato istituito proprio per evitare che le persone si attacchino a questi simulacri. Si tratta di totem che ci distolgono dalle vere questioni emotive e sociali.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignora Smith, signore, vedo che il t\u00e8 \u00e8 finito. Ne volete altro? O preferite una tisana alla melissa, come gradiva il signor Winston?\u00bb disse il robot. \u00abSi, bravo. Prepara quella tisana per tutti\u00bb, rispose Eleanor \u00ab\u00c8 stata una giornata troppo piacevole per chiuderla con questi dibattiti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>VI<\/p>\n\n\n\n<p>Le giornate scorrevano come sempre. Il sabato, per\u00f2, era un giorno speciale. A met\u00e0 mattinata suonarono alla porta. Phil si mosse con la consueta fluidit\u00e0 per aprirla. Sull\u2019uscio c\u2019erano Jeremy e Patricia, i figli di Eleanor. Nel fine settimana si facevano vedere almeno per un saluto. Spesso si fermavano anche per il pranzo. Un\u2019occasione per andare a trovare la madre e vedere come stava. \u00abMamma, ciao\u00bb, salut\u00f2 Jeremy, che quella volta era accompagnato dalla moglie. \u00abSiamo qui per la solita chiacchierata, ma stavolta dobbiamo dirti una cosa urgente.\u00bb A prendere subito la parola, per\u00f2, fu la sorella Patricia. \u00abMamma, la Procura. Oramai la pressione \u00e8 troppo forte. Stanno per emettere la sentenza, e sar\u00e0 quella definitiva. Non possiamo pi\u00f9 rimandare. Tutti gli avvocati ci dicono la stessa cosa: occorre portare Phil al <em>Cimitero delle macchine intelligenti<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Eleanor sent\u00ec un brivido che si trasform\u00f2 in gelo. Il cuore le si strinse, si gir\u00f2 e and\u00f2 a sedersi sulla poltrona pi\u00f9 vicina. Certo, quella notizia prima o poi doveva arrivare, ma non immaginava proprio quel giorno. \u00abLo so miei cari. So che siete molto preoccupati per me, e vi ringrazio. E tutto ci\u00f2 che dite \u00e8 per il mio bene. Ma\u2026\u00e8 tanto difficile!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Jeremy le si avvicin\u00f2 prendendole le mani e accarezzandole i capelli. \u00abMamma, capiamo il tuo stato d\u2019animo. Ma non \u00e8 possibile continuare a vivere con un fantasma. Perch\u00e9 Phil questo rappresenta, un\u2019ombra nella tua vita che ti segue tutto il giorno, cercando di lenire il dolore per la scomparsa di pap\u00e0. Ma nemmeno lui sarebbe stato contento. Phil non \u00e8 Winston. E il tuo attaccamento \u00e8 proprio quello che la legge vuole evitare. Non \u00e8 crudelt\u00e0, ci sono tante ragioni, a partire da quella etica. Vogliamo che tu viva la tua vita con noi, i tuoi nipotini, i tuoi amici veri, senza questa ombra, questa \u2018copia\u2019 di pap\u00e0, che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai ragione, figlio mio\u00bb, sussurr\u00f2 Eleanor con la voce tremante. Prese una pausa di qualche secondo, poi si volt\u00f2 verso Phil, che era rimasto in piedi, vicino alla porta d\u2019ingresso. \u00abHai sentito cosa dicono? Hanno ragione, vero?\u00bb I led del robot cominciarono a lampeggiare e a cambiare colore, come se fossero le luci che si poggiano sull\u2019albero di Natale. \u00abSignora Smith, come ho gi\u00e0 detto altre volte, la decisione spetta a lei e alle autorit\u00e0 competenti. Le mie funzioni sono programmate per assisterla per tutto il tempo stabilito dalla legge.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai sentito, mamma? \u00c8 una macchina, e risponde in base al suo codice\u00bb, incalz\u00f2 Patricia. Eleanor chiuse gli occhi e respir\u00f2 profondamente, quasi come se volesse farsi coraggio. \u00abAvete ragione. Ho prolungato questa agonia, per me e per voi. Mi dispiace molto. \u00c8 ora di finirla.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>VII<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019auto percorse un lungo viale alberato che conduceva al <em>Cimitero delle macchine intelligenti<\/em>. Dietro c\u2019erano Jeremy e Patricia. Accanto a loro sedeva Phil. Su un\u2019altra auto viaggiavano Maggie e Charlotte. Si fermarono davanti all\u2019edificio di deattivazione e stoccaggio per gli umanoidi che avevano terminato il loro \u2018servizio\u2019. Una struttura moderna ma fredda, come la temperatura di quella giornata. Eleanor alz\u00f2 gli occhi al cielo, nuvoloso e grigio. Si diresse verso l\u2019ingresso. Al suo fianco Phil, con la sua figura slanciata, ma priva di ogni espressione. Dietro, tutti gli altri. Arrivati al front office Eleanor, con la mano tremolante, firm\u00f2 i moduli. Il silenzio nell\u2019atrio faceva pi\u00f9 rumore di qualsiasi altra cosa. Interrotto solo dalle parole che Eleanor pronunci\u00f2 guardando negli occhi Phil: \u00abE\u2019 arrivato il momento dell\u2019addio, mio caro amico. Sono stati anni preziosi. Non potevo chiedere di pi\u00f9. Mi si stringe il cuore, ma il momento che tanto avevo temuto ora \u00e8 arrivato. Per\u00f2 voglio dirti un\u2019ultima cosa: non ti dimenticher\u00f2 mai.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Phil si inchin\u00f2 verso di lei con fare ossequioso, cos\u00ec come era previsto dalla programmazione: \u00abE\u2019 stato un onore per me, Signora. Le auguro il meglio che possa offrire la vita.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, era arrivato un tecnico che prese Phil per un braccio. Lo condusse con lui verso un corridoio bianco. Li seguirono tutti con lo sguardo, fino a quando non scomparvero dietro una porta scorrevole. Eleanor sent\u00ec un nodo alla gola insopportabile. Fino a quel momento era riuscita a mantenere quella compostezza che l\u2019aveva sempre contraddistinta. Ma ora non poteva pi\u00f9 trattenere le lacrime. Jeremy e Patricia l\u2019abbracciarono forte, mentre Maggie e Charlotte le stringevano le mani. \u00abAndr\u00e0 meglio, mamma\u00bb, le dissero quasi in coro i figli, sovrapponendo le loro voci. \u00abTi staremo sempre vicini. Te lo promettiamo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Tornati a casa, si fece di nuovo sentire quel silenzio assordante che aveva caratterizzato il loro arrivo al <em>Cimitero delle macchine intelligenti<\/em>. Non c\u2019era pi\u00f9 nessuno a mettere in ordine i cuscini sul divano e a chiedere se qualcuno volesse una tisana alla melissa. E il prato sarebbe cresciuto di l\u00ec a poco. Per fortuna i figli decisero di rimanere accanto alla madre per un lungo periodo di tempo. Fino a quando non sarebbe tornata la serenit\u00e0, in quella villetta di Boston.<\/p>\n\n\n\n<p>VIII<\/p>\n\n\n\n<p>Erano trascorse diverse settimane. Eleanor era seduta al tavolo della cucina con Jeremy, che stava leggendo il giornale del mattino, sorseggiando il caff\u00e8. \u00abMamma senti questa. C\u2019\u00e8 una grande novit\u00e0\u00bb, disse il figlio facendo scorrere il dito su un articolo in prima pagina. Il titolo, a caratteri cubitali, recitava cos\u00ec: \u2018NUOVA LEGGE SUGLI UMANODI. LO STATO VARA IL MODELLO A ROTAZIONE\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>In pratica, le autorit\u00e0 statali avevano deciso di intervenire sul dibattito dei gemelli digitali, provocato proprio dal caso di Eleanor e da tanti altri simili. Chi aveva rinunciato al proprio robot, poteva attivarne uno nuovo, ma con caratteristiche diverse. Il tempo di durata sarebbe stato di cinque anni, al termine dei quali l\u2019umanoide doveva essere riconsegnato al <em>Cimitero delle macchine intelligenti<\/em>. Dopodich\u00e9, sarebbe stato possibile prenderne un altro, ma con caratteristiche diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTrovo che questa sia una buona soluzione\u00bb, disse Jeremy. \u00abCi sono ragioni etiche ben precise, e in questo modo si evitano complicazioni di tipo sentimentale con gli umanoidi. Cinque anni sembrano un tempo ragionevole per non affezionarsi alle macchine.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Eleanor, che aveva ascoltato il figlio con molto interesse, annu\u00ec, senza dire nulla. Sul volto comparve un leggero sorriso. E mentre Jeremy ripieg\u00f2 il giornale, si diresse verso la sua camera da letto. Apr\u00ec il cassetto del comodino, dove teneva gli oggetti pi\u00f9 cari, e prese una busta che aveva conservato accanto alla foto di Winston. All\u2019interno c\u2019era una lettera scritta da Phil poche ore prima di essere consegnato al <em>Cimitero delle macchine intelligenti<\/em>. Non aveva avuto il coraggio di leggerla fino a quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cara Signora Eleanor Smith,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>il mio compito \u00e8 sempre stato quello di occupami del suo benessere e garantire il corretto svolgimento delle attivit\u00e0 domestiche, seguendo la programmazione dei miei algoritmi. La decisione di trasferirmi al Cimitero delle macchine intelligenti per la mia disattivazione \u00e8 l\u2019esito pi\u00f9 corretto in relazione all\u2019attuale quadro etico e giuridico. La sua scelta, anche se le ha provocato evidenti reazioni emotive, \u00e8 assolutamente giusta e pienamente supportata dalla ragione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci tenevo a comunicarle che, durante l\u2019intero periodo della nostra interazione, i dati raccolti dal mio sistema hanno registrato un livello di soddisfazione e un indice di serenit\u00e0 percepita da parte sua, costantemente elevati. E questo rappresenta, dal mio punto di vista programmatico, un successo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come lei sa, non posso elaborare sentimenti quali amore, affetto o nostalgia. Ma le assicuro che la mia esperienza al suo servizio \u00e8 stata impeccabile. I dati elaborati dal sistema centrale rilevano una totale efficienza, da parte mia, nel riempire il vuoto lasciato dall\u2019assenza del signor Winston.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La prego di non trattenere alcuna preoccupazione o senso di colpa per la mia restituzione. La struttura meccanica e i miei dati saranno riutilizzati nel pieno rispetto della responsabilit\u00e0 attribuita al centro di disattivazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi permetto di concludere questa mia lettera utilizzando un linguaggio consono a quello degli esseri umani. Sono stato davvero bene con lei, e sono convinto che la sua nuova vita trascorrer\u00e0 in piena armonia con i suoi familiari. \u00c8 certamente il percorso migliore. Grazie per tutto quello che ha fatto per me. Le sono grato anche per tutte le esperienze che ha voluto condividere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un caro saluto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Phil<\/em> (Gemello Digitale N:271162)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>IMMAGINE GENERATA CON AI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I \u00abPhil, com\u2019\u00e8 andata?\u00bb disse Eleanor rivolgendosi al robot che stava rientrando in casa dopo aver tagliato l\u2019erba in giardino. \u00abBene\u00bb, rispose lui per nulla trafelato. Nemmeno un accenno di stanchezza. Eppure, di verde ce n\u2019era abbastanza, e circondava tutta la casa. Una villetta alla periferia di Boston che gli Smith avevano comprato per la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[405,404,3],"tags":[25,155,151,406,42,407,14],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gemini_Generated_Image_dakcwcdakcwcdakc.png?fit=1408%2C768&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p8swp8-zh","jetpack-related-posts":[{"id":1210,"url":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1210","url_meta":{"origin":2187,"position":0},"title":"DA &#8216;SCONNESSI&#8217; ALLA PREFAZIONE DEL MIO LIBRO. GRAZIE CHRISTIAN","author":"Antonio Pascotto","date":"Dicembre 16, 2019","format":"image","excerpt":"Christian Marazziti non \u00e8 solo un regista di successo. Scrive testi teatrali, \u00e8 un ottimo attore, ma soprattutto \u00e8 una persona sensibile, capace di affrontare i temi pi\u00f9 delicati con una professionalit\u00e0 fuori dal comune. Lo dimostra uno dei suoi ultimi lavori, una web serie dove si racconta l'impatto della\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cultura&quot;","block_context":{"text":"Cultura","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?cat=72"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Antonio-Pascotto-e-Christian-Marazziti-2.jpg?fit=846%2C423&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":765,"url":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=765","url_meta":{"origin":2187,"position":1},"title":"L\u2019INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL FUTURO CHE VERRA\u2019","author":"Antonio Pascotto","date":"Settembre 7, 2018","format":"image","excerpt":"Una delle pi\u00f9 grandi paure di questi anni \u00e8 legata allo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale e all\u2019utilizzo dei robot. Il loro impiego rischia di cancellare molti posti di lavoro. I pareri sono discordanti, ma \u00e8 fuori dubbio che le macchine hanno avuto un impatto dirompente in molti settori e in futuro,\u2026","rel":"","context":"Articolo simile","block_context":{"text":"Articolo simile","link":""},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IO-E-CATERINA.jpg?fit=825%2C413&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":1481,"url":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1481","url_meta":{"origin":2187,"position":2},"title":"EVENTI","author":"Antonio Pascotto","date":"Ottobre 10, 2021","format":false,"excerpt":"Penso a una serie di eventi che oramai fanno parte della storia, e sono accaduti durante il secolo scorso. E li abbiamo vissuti. E li ricordiamo quando oramai sono trascorsi oltre vent'anni dall'inizio del nuovo secolo. Sembra strano. E in effetti non capita a tutti vivere abbastanza intensamente una serie\u2026","rel":"","context":"In &quot;Avvenimenti&quot;","block_context":{"text":"Avvenimenti","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?cat=211"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/de-chirico.png?fit=686%2C401&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":874,"url":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=874","url_meta":{"origin":2187,"position":3},"title":"STANLIO &#038; OLLIO, GLI ALLEGRI VAGABONDI","author":"Antonio Pascotto","date":"Aprile 30, 2019","format":"image","excerpt":"Finalmente un film su Stan Laurel e Oliver Hardy. Stanlio e Ollio. Ci hanno accompagnato per anni, e ancora oggi, su qualche televisione, ammiriamo le loro gag. Forse \u00e8 stata la coppia pi\u00f9 straordinaria di tutti i tempi. Erano fatti l\u2019uno per l\u2019altro. Una miscellanea perfetta. Difficile immaginare Stan senza\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cinema&quot;","block_context":{"text":"Cinema","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?cat=105"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2019-04-30_085906.jpg?fit=612%2C331&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":579,"url":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=579","url_meta":{"origin":2187,"position":4},"title":"L\u2019AMORE NEL GIORNO DEL SILENZIO","author":"Antonio Pascotto","date":"Marzo 3, 2018","format":"image","excerpt":"E\u2019 il giorno del silenzio, quello che mi piace di pi\u00f9 di una campagna elettorale. E non per motivi professionali, visto che lavoro di meno. E\u2019 il giorno della meditazione, quello che ti consente di riflettere su cosa \u00e8 pi\u00f9 giusto fare, o quello che ti permette, dopo settimane di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Amore&quot;","block_context":{"text":"Amore","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?cat=161"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/2018-03-03_064218.jpg?fit=711%2C355&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":1634,"url":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1634","url_meta":{"origin":2187,"position":5},"title":"L&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE A MODO MIO","author":"Antonio Pascotto","date":"Gennaio 21, 2026","format":"image","excerpt":"Quando mia madre arrivava a scuola per il colloquio con i professori tutti le dicevano: \u00absuo figlio \u00e8 intelligente, per questo potrebbe fare molto di pi\u00f9.\u00bb Questa storia dell\u2019intelligenza me la sono portata appresso per anni. Era diventata una specie di scusa. Cio\u00e8, mi trinceravo dietro il fatto che potevo\u2026","rel":"","context":"In &quot;Ricordi&quot;","block_context":{"text":"Ricordi","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?cat=212"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/2023-04-04_152635.png?fit=964%2C443&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2187"}],"collection":[{"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2187"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2189,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2187\/revisions\/2189"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antoniopascotto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}