{"id":1638,"date":"2026-01-19T04:51:36","date_gmt":"2026-01-19T04:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1638"},"modified":"2026-01-26T09:59:41","modified_gmt":"2026-01-26T09:59:41","slug":"la-distrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1638","title":{"rendered":"LA DISTRAZIONE"},"content":{"rendered":"<p>Non dobbiamo farci distrarre da quello che combinano gli algoritmi. Ne ho parlato pi\u00f9 volte perch\u00e9 \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 dibattuti di questi anni. Il flusso di informazioni \u00e8 continuo e la nostra capacit\u00e0 di riflettere prima di compiere un\u2019azione o di rilassarci dopo aver svolto un compito impegnativo o dopo una giornata di lavoro, viene penalizzata. La leggenda vuole che la nostra capacit\u00e0 di attenzione sia inferiore a quella di un pesce rosso. Solo 8 secondi a fronte dei 9,2 del pesce. Un tempo davvero limitato per prendere una decisione e darsi da fare. C\u2019\u00e8 chi sostiene che si tratta di una statistica alterata, un po&#8217; fasulla anche se, al di l\u00e0 delle prove, sostenere che la nostra concentrazione sia stata messa a dura prova \u00e8 innegabile. La stessa Microsoft, a tal proposito, realizz\u00f2 uno studio per monitorare l\u2019attivit\u00e0 cerebrale delle persone e il risultato fu che la soglia di attenzione \u00e8 nettamente calata. E allora dobbiamo allenarci, prendere le contromisure per contrastare questo fenomeno di distrazione di massa. Chi arriva dal mondo analogico si \u00e8 adattato a un nuovo modo di vivere. Coloro che sono nati digitali forse non se ne rendono conto, ma il sovraccarico di informazioni riguarda tutti. E coinvolge vari aspetti della nostra esistenza, finanche il morale di una persona, oltre alla capacit\u00e0 di gestire pensieri e idee. Crediamo di pensare su larga scala ma sono i bit che si adoperano per noi. Una comodit\u00e0 ma anche un limite. Per evitarlo si possono fare cose semplici, alla portata di ognuno, senza l\u2019ausilio dello smartphone, senza collegarci con la Rete, dove ogni azione viene mediata dal software, dagli algoritmi, da un ambiente digitale che diventa familiare perch\u00e9 costruito secondo le nostre esigenze. Ogni tanto occorre staccare per evitare di rimanere impigliati in un meccanismo che non sempre ci porta dove vogliamo andare, anche se non ne siamo consapevoli. Personalmente approfitto dei momenti liberi per leggere un buon libro, da sempre il mio vero metaverso, o per dedicarmi ad attivit\u00e0 ludiche dove non c\u2019\u00e8 nemmeno un\u2019ombra di tecnologia. Una specie di ricreazione per mettere da parte telefonini, computer e visori per la realt\u00e0 aumentata. A casa di amici, qualche giorno fa, abbiamo deciso di riprendere a giocare a Monopoli, il gioco da tavolo pi\u00f9 famoso del mondo, una vecchia passione mai dimenticata. Un passatempo che si basa sul concetto economico di monopolio, quindi sul dominio del mercato da parte dei giocatori. Per noi \u00e8 diventata una sfida contro il dominio delle Big Tech e dei grandi gruppi che operano in Rete. Abbiamo giocato con il classico tabellone, quello originale, tentando di acquistare le caselle migliori dove poter costruire case e alberghi \u2013 uno degli obiettivi del gioco \u2013 superando imprevisti, probabilit\u00e0 e prigione, che costringe il giocatore a fermarsi per due turni. A fermarci e a staccare la spina con il mondo digitale siamo stati noi. Tutti, tranne uno, il pi\u00f9 distratto di tutti. Mentre tirava i dadi rimaneva contemporaneamente attaccato al telefonino per fare non si sa cosa. \u00c8 rimasto in prigione pi\u00f9 volte, e pi\u00f9 volte si \u00e8 fermato su Vicolo Corto e Vicolo Stretto. Pi\u00f9 in generale, a detta dei partecipanti, si \u00e8 fermato in un vicolo cieco.<\/p>\n<p><strong>NELL&#8217;IMMAGINE<\/strong>:&nbsp;<em>\u00c9douard Manet,&nbsp;La colazione sull\u2019erba, 1863, Parigi,&nbsp;Museo d\u2019Orsay<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non dobbiamo farci distrarre da quello che combinano gli algoritmi. Ne ho parlato pi\u00f9 volte perch\u00e9 \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 dibattuti di questi anni. 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