{"id":1390,"date":"2020-12-06T10:33:35","date_gmt":"2020-12-06T10:33:35","guid":{"rendered":"http:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1390"},"modified":"2020-12-06T10:37:11","modified_gmt":"2020-12-06T10:37:11","slug":"alla-riconquista-del-tempo-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1390","title":{"rendered":"ALLA RICONQUISTA DEL TEMPO PERDUTO"},"content":{"rendered":"<p>Riconquistare il tempo perduto dal momento in cui Internet ha preso il sopravvento su tutti noi. Non \u00e8 una cosa semplice, ma vale la pena tentarci. Iniziamo col dire che con il progresso tecnologico la percezione dello spazio e del tempo \u00e8 cambiata. E con la Rete ancora di pi\u00f9. Nel momento in cui accendiamo il pc e ci colleghiamo a Internet il tempo acquista maggiore velocit\u00e0. Passiamo da un\u2019informazione all\u2019altra in pochissimi secondi. Anche quando consultiamo un motore di ricerca il risultato arriva praticamente subito. E subito andiamo a verificare cosa ci viene proposto. Ma la percezione cambia a seconda della funzionalit\u00e0 del computer e della velocit\u00e0 del collegamento. Se sul monitor non si apre la pagina e appare la clessidra o il cerchietto che gira di continuo, sembra che il tempo si sia fermato.<\/p>\n<p>La tecnologia ci aveva gi\u00e0 abituato a una visione condizionata del tempo. Quando andiamo al cinema o guardiamo la televisione i montaggi dei film o dei servizi televisivi hanno ritmi elevati. Tagli veloci tra un\u2019immagine e l\u2019altra, riprese da varie angolazioni, dissolvenze. Il romanzo che viene letto in una settimana nella trasposizione cinematografica dura poco meno di due ore. Un evento di cronaca al telegiornale viene raccontato in una manciata di minuti. Nei talk l\u2019approfondimento richiede pi\u00f9 tempo, ma dopo un\u2019ora o poco pi\u00f9 l\u2019argomento viene sviscerato in tutti i suoi aspetti. Cinema e televisione trasformano tutto e la visione di quello che ci appare sul piccolo e sul grande schermo \u00e8 manipolata dalla tecnologia. Prendiamo una partita di calcio e proviamo a fare le differenze: allo stadio viviamo l\u2019atmosfera della gara sportiva, il suono che arriva alle nostre orecchie \u00e8 reale e le azioni di gioco devono essere seguite anche con il movimento del corpo. Si muove la testa a destra e a sinistra per non perdere la traiettoria del pallone. In questo caso entra in campo anche la fisica, ma questo \u00e8 un altro discorso. Davanti alla tv non abbiamo bisogno di spostare lo sguardo. Fanno tutto le telecamere. La regia ci propone una serie di inquadrature, primi piani, totali, immagini rallentate, replay. E c\u2019\u00e8 un giornalista che commenta la gara. \u00c8 una realt\u00e0 modificata, suono compreso. La rappresentazione dell\u2019evento \u00e8 una messa in scena con attori, registi, tecnici. Le immagini della diretta, per effetto del satellite, arrivano anche con qualche secondo di ritardo sui nostri schermi. Sul monitor del pc, in streaming, il ritardo aumenta.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un interessante film, <em>Prospettive di un delitto<\/em>, nel quale il capo di Stato americano, durante il discorso presidenziale, viene colpito e ferito. I fatti accaduti vengono ricostruiti attraverso i punti di vista delle vittime e degli autori dell\u2019attentato. Otto punti di vista che diventano otto storie differenti. La pellicola mette in gioco memoria, passato, presente, regole televisive e cinematografiche. \u00c8 un thriller che tiene conto della tecnologia e delle tecniche cognitive che essa impone. La realt\u00e0, come diremo anche pi\u00f9 avanti, \u00e8 quella che appare negli occhi di chi sta guardando. I sistemi di comunicazione modificano il nostro ambiente, le cose ci appaiono pi\u00f9 vicine o pi\u00f9 lontane, i contatti aumentano con le connessioni, con gli scambi, con l\u2019interazione. Internet viene considerata un\u2019estensione dei sensi dove l\u2019intelligenza diventa collettiva e connettiva . La mente si appropria di elementi altrui, di strumenti esterni che diventano comuni. Tutto viene immagazzinato, amplificato, velocizzato. Cambia anche il concetto del sapere. Se ci sfugge qualcosa c\u2019\u00e8 sempre Google a darci una mano. \u00c8 una velocizzazione del pensiero che tuttavia, come abbiamo visto, pu\u00f2 trarci in inganno e soprattutto pu\u00f2 avere effetti meno positivi sul cervello. Le opinioni, in questo senso, sono contrastanti. Ancora oggi gli intellettuali si dividono tra apocalittici e integrati . Da un lato c\u2019\u00e8 chi sostiene che le tecnologie diano l\u2019opportunit\u00e0 di volgere lo sguardo verso il futuro con maggiore sicurezza in un processo partecipativo e democratico. Dall\u2019altro c\u2019\u00e8 chi annuncia la fine della libert\u00e0 individuale in un <em>mediamondo<\/em> che presenta una versione diversa rispetto alla realt\u00e0, dove il rischio \u00e8 quello di una comunicazione in cui i mezzi utilizzati per diffondere le informazioni acquistano una tale importanza da annullare il valore di ci\u00f2 che veicolano .<\/p>\n<p>Con la Rete e le tecnologie cambia, come abbiamo visto, la percezione del tempo. Ma cambia anche la sua gestione. Oggi dedichiamo molte ore della nostra giornata a Internet. Forse troppe rispetto al necessario. Il rapporto dell\u2019uomo con il tempo \u00e8 sempre stato mediato dalla tecnologia, a cominciare dalla sua misurazione. E passare molto tempo davanti allo schermo di un televisore o al monitor di un pc o al display di un telefonino o di un tablet, rispetto a quello impiegato per le proprie riflessioni, rappresenta un tema importante da affrontare in tempi brevi, appunto. Il tempo \u00e8 una convenzione, \u00e8 una invenzione dell\u2019uomo per calcolare il passaggio delle stagioni e regolare il lavoro degli agricoltori per la coltivazione della terra. I primi a realizzare un sistema numerico per il calcolo dei giorni, dei minuti e dei secondi furono sacerdoti e astronomi dell\u2019Egitto e dell\u2019Assiria. Ma gli strumenti di misurazione arrivarono 1500 anni dopo con gli orologi solari, quelli che conosciamo come meridiane, dove uno stilo, detto gnomone, proietta la sua ombra indicando l\u2019ora solare. Poi fu la volta dell\u2019orologio ad acqua e dell\u2019orologio meccanico. Quest\u2019ultimo fu inventato in Europa verso il 1200 dopo Cristo.<\/p>\n<p>Il primo cambiamento della percezione del tempo si \u00e8 avuto con il passaggio dalla societ\u00e0 agricola a quella industriale, dove il trascorrere delle ore era messo in relazione alla produzione. Oggi, nella societ\u00e0 dell\u2019informazione, le cose stanno di nuovo cambiando. La propriet\u00e0 del tempo \u00e8 meno rigida. E anche il tempo libero, in precedenza gestito dalle fabbriche e condizionato dalle ore produttive, acquista un significato diverso. Nella societ\u00e0 industriale il senso del dovere faceva mettere al primo posto il lavoro. Oggi dovremmo avere una maggiore attenzione nei confronti del tempo libero, ma le difficolt\u00e0 per gestirlo non sono poche. Senza contare che con l\u2019avvento dei robot ci saranno nuove trasformazioni e anche il tempo a nostra disposizione sar\u00e0 pi\u00f9 lungo. Ma di questo parleremo pi\u00f9 avanti. Una domanda, per\u00f2, possiamo gi\u00e0 porcela: che cosa faremo del nostro tempo? Maria-Therese Hoppe prospetta una societ\u00e0 dei sogni dove le storie, i sentimenti e i sogni saranno la pi\u00f9 importante zona di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tratto da &#8220;<em>Il Mondo senza Internet. Connessioni e ossessioni. Dallo scandalo Facebook alla quiete digitale<\/em>&#8220;, di Antonio Pascotto, Edizioni Male, Roma, 2019.<\/p>\n<p>IMMAGINE DI COPERTINA: <em>Caravaggio, Ragazzo morso da un ramarro<\/em>, 1595-1596, Fondazione Longhi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riconquistare il tempo perduto dal momento in cui Internet ha preso il sopravvento su tutti noi. Non \u00e8 una cosa semplice, ma vale la pena tentarci. Iniziamo col dire che con il progresso tecnologico la percezione dello spazio e del tempo \u00e8 cambiata. E con la Rete ancora di pi\u00f9. 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