{"id":1182,"date":"2019-11-07T11:53:48","date_gmt":"2019-11-07T11:53:48","guid":{"rendered":"http:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1182"},"modified":"2022-12-10T18:04:19","modified_gmt":"2022-12-10T18:04:19","slug":"quelle-domeniche-in-giro-per-lirpinia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antoniopascotto.it\/?p=1182","title":{"rendered":"QUELLE DOMENICHE IN GIRO PER L\u2019IRPINIA"},"content":{"rendered":"<p>Nel gioco della vita vince chi riesce a ritornare bambino. Lo dice Massimo Gramellini nel suo ultimo libro, \u2018Prima che tu venga al mondo\u2019. E allora ho chiuso gli occhi e ho fatto un salto indietro nel tempo, ricordando quelle domeniche trascorse in giro per la mia provincia, con mio zio e i suoi amici.<\/p>\n<p>Era un rito. Per me un momento davvero speciale. Mi ritrovavo al fianco di persone che avevano una certa et\u00e0, quindi avevo tutto da imparare. Partivamo alla scoperta dei paesini della verde Irpinia. L\u2019appuntamento era davanti al portone di casa, dopo pranzo. Venivano a prenderci con l\u2019auto di uno di loro, a turno. A volte quella di Mario, a volte quella del commendator Fiore. Io speravo sempre che fosse lui a guidare la truppa. Non per altro, solo perch\u00e9 la sua vettura era pi\u00f9 bella, sportiva. Degna di un commendatore, ecco. \u00a0E io mi sentivo un piccolo lord, sempre al centro delle attenzioni. Una sorta di mascotte per quelle persone adulte. Si divertivano, facevano battute, ridevano spesso a crepapelle. C\u2019era Peppe, il pi\u00f9 alto di tutti, e anche il pi\u00f9 brillante nella sua semplicit\u00e0. Un signore di altri tempi, proprio. A volte anche Guglielmo, pure lui un galantuomo. E mio zio Generoso, appunto.<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"1184\" data-permalink=\"https:\/\/antoniopascotto.it\/?attachment_id=1184\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2019-11-07_124215.jpg?fit=714%2C363&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"714,363\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"2019-11-07_124215\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2019-11-07_124215.jpg?fit=300%2C153&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2019-11-07_124215.jpg?fit=714%2C363&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1184\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2019-11-07_124215.jpg?resize=300%2C153\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2019-11-07_124215.jpg?resize=300%2C153&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antoniopascotto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2019-11-07_124215.jpg?w=714&amp;ssl=1 714w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>\u201cAllora, dove si va oggi \u2013 diceva il commendatore \u2013 Dove vi porto, popolo?\u201d. Si decideva al momento. Era tutto improvvisato. Se eravamo puntuali si sceglieva una meta pi\u00f9 lontana. Paesi al confine con altre province, o comunque distanti dal capoluogo: Lioni, Sant\u2019Angelo dei Lombardi, Vallata, Lacedonia, Bisaccia, Calitri. Molti sono diventati famosi per il terremoto del 1980. Io speravo sempre che il viaggio fosse lungo, perch\u00e9 mi divertiva stare con loro in auto e sentire quelle chiacchierate cos\u00ec piacevoli. Stavano bene insieme. E stavo bene pure io con loro.<\/p>\n<p>Arrivati a destinazione entravamo nel bar della piazza per il caff\u00e8 pomeridiano. Ma io ero troppo piccolo, e prendevo un\u2019aranciata o un bicchiere di Coca Cola. Eppure c\u2019era chi di loro faceva l\u2019occhiolino e mi concedeva almeno un piccolo sorso dalla tazzina calda appena riempita. Una trasgressione, certo. Forse fu proprio allora che cominciai ad apprezzare il caff\u00e8. Col tempo non avrei pi\u00f9 potuto farne a meno.<\/p>\n<p>Poi la passeggiata per il centro. Si parlava delle caratteristiche del paese dove ci eravamo fermati. Io mi guardavo intorno e ascoltavo con interesse. Mi piacevano soprattutto i racconti sui fatti del passato che in qualche modo avevano caratterizzato quelle zone. Si parlava delle tradizioni, dei piatti tipici, delle specialit\u00e0 locali. Entravamo nelle botteghe e facevamo man bassa di formaggi, salumi, castagne, torroni. Prodotti da leccarsi i baffi. Per non parlare del vino.<\/p>\n<p>Tra lunghe camminate e soste dedicate alla buona cucina il tempo passava velocemente. Non era concesso attendere troppo il buio. Bastava alzare lo sguardo al cielo per capire quando arrivava il momento di fare ritorno a casa. Riempito il portabagagli con gli acquisti fatti, si entrava in auto e via di nuovo verso Avellino. Un\u2019altra giornata di festa era trascorsa cos\u00ec, nel cuore della verde Irpinia. E gi\u00e0 non vedevo l\u2019ora che arrivasse di nuovo domenica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=axKm3NGHNLc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">GUARDA IL VIDEO<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel gioco della vita vince chi riesce a ritornare bambino. Lo dice Massimo Gramellini nel suo ultimo libro, \u2018Prima che tu venga al mondo\u2019. E allora ho chiuso gli occhi e ho fatto un salto indietro nel tempo, ricordando quelle domeniche trascorse in giro per la mia provincia, con mio zio e i suoi amici. 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