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E’ stata definita “Il capitalismo della sorveglianza” da Shoshana Zuboff, docente alla Harvard Business School. Si tratta di una nuova forma di mercato, tanto inquietante quanto problematica. E riguarda tutti noi, perché si basa su dati personali, comportamenti, scelte, preferenze. Un meccanismo che elabora le azioni che svolgiamo durante la giornata per poi tradurlo in affari, business, commercio. Da qui la nascita di un nuovo capitalismo guidato da colossi come Google e Facebook, che attraverso motori di ricerca e social raccolgono una serie di informazioni utili per capire i nostri interessi. Un monitoraggio che non tiene conto della privacy delle persone.

Quando navighiamo nel Web non ce ne rendiamo conto, pensiamo di essere liberi e di usufruire di una serie di servizi gratuiti. In realtà si tratta di un inganno, perché è proprio l’utilizzo di quei servizi a consentire alle aziende di controllare le nostre abitudini spingendoci ad acquistare un determinato prodotto o, addirittura, a votare un politico piuttosto che un altro. Il mercato non è più quello dei beni bensì quello dei dati e degli algoritmi che sanno tutto di noi e decidono per noi. Il marketing commerciale passa attraverso telefonini e computer, e la vera merce siamo noi.

One thought on “IL CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA

  1. questo blog si presenta veramente molto bene, elegante e curato…da approfondire per gli argomenti molto interessanti.
    Cristiana Svaldi

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