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Un altro anno è alle spalle. Come auspicio siamo soliti dire: speriamo che quello appena arrivato sia migliore del precedente. Se le cose non sono andate per il meglio diciamo: il tempo sarà galantuomo. Oppure: arriveranno tempi migliori. O ancora: diamo tempo al tempo. E se fa freddo? Diciamo: è un tempo da lupi. E se una cosa ci lascia indifferenti? Facile: lascia il tempo che trova. Insomma, di mezzo c’è sempre il tempo. Quello trascorso e quello che verrà. E anche se è difficile definire il tempo, visto che si tratta di una convenzione, c’è comunque qualcosa che ci siamo lasciati alle spalle. C’è comunque un pezzo di vita che abbiamo vissuto. Bello o meno bello, poi, dipende da quello che è successo.

Allora facciamo così: per stabilire l’ordine del tempo pensiamo alle cose buone che ci sono capitate, se ci sono capitate. In questo caso sicuramente il tempo sarà passato velocemente. Ora pensiamo alle cose brutte, se ci sono capitate cose brutte: in questo caso il tempo sarà passato più lentamente. Si tratta di concetti relativi, ma pur sempre concetti. Il tempo è un’illusione, è vero. Ma queste rughe che ora vedo sulla pelle sono il segno del tempo che scorre. Ma se il tempo è un’invenzione dell’uomo, queste rughe che ora vedo cosa misurano? Guardo l’orologio, ho impiegato due minuti per scrivere queste poche righe. Ma non ci ho fatto caso. E’ come se il tempo si fosse fermato. Ma in realtà cos’è che si è fermato? Non lo so, non le rughe, sicuramente. Buon Anno a tutti.

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