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Pillole di saggezza, riflessioni, spunti utili per aprire una discussione o per cercare di capire le cose della vita. Umberto Tarsitano non si risparmia in questa sua pubblicazione, dove affronta i temi più disparati. Parte da lontano quando cita il principe dei giornalisti moderni, Emile De Girardin, paladino della libertà di stampa. E come il titolo di una famosa rubrica del giornalista e politico francese, ‘Un’idea al giorno’, punto di riferimento del quotidiano La Presse, da lui fondato, Tarsitano propone una serie di considerazioni che, lette periodicamente, rappresentano la spinta, la partenza e quindi l’occasione per affrontare nel migliore dei modi la giornata.

Un pretesto, certo, per rivolgersi al pubblico con toni confidenziali ma allo stesso tempo un’opportunità per il lettore. L’autore è capace di scrutare l’animo umano con garbo e maestria, senza mai approfittarne. Dispensa consigli, quelli che si offrono con tanta liberalità. Invita tutti alla moderazione in un momento non troppo felice per la nostra economia; affronta con estrema delicatezza il tema dei genitori alle prese con la disabilità dei propri figli; definisce le scarpe un’estensione del nostro essere, specchio di pregi e difetti di ciascun individuo.

Pillole di saggezza, dicevamo, sorrette dalla passione di Tarsitano per la politica e la storia. Merita un discorso a parte l’amore per la sua terra, la Calabria, più volte citata in questo volume. Una terra povera, la più povera del Paese, come lui stesso ricorda. E nel farlo lancia un accorato appello ai politici di ogni partito, colpevoli di sfornare solo inutili slogan piuttosto che di occuparsi delle sorti di un’Italia messa all’angolo. Una politica priva di qualità e soprattutto di coraggio, quello che servirebbe per uscire dalle secche di una crisi che rischia di spazzare via non solo le regioni del Mezzogiorno ma anche quelle più industrializzate. Non è più tempo di bagarre e tafferugli nelle aule dei palazzi romani. Che si prenda esempio dai ciclisti, afferma Tarsitano in punta di penna, per recuperare, con un colpo di reni, il terreno perduto.

E con lo sguardo rivolto verso i più giovani l’autore non nasconde che, nonostante tutto, si può anche essere ottimisti.  E’ la forza della speranza che diventa virus benefico, contaminante, un elisir necessario per riappropriarsi del presente e del futuro. Senza mai dimenticare la storia, appunto, e le proprie origini. Quelle dello scrittore hanno profonde radici al Sud. Ma non ci sono distinzioni nelle parole di Tarsitano. Sono indirizzate a tutti, giovani e meno giovani, cittadini del Mezzogiorno o delle regioni più settentrionali. Perché il cielo, noi lo scriviamo in senso positivo, deve essere più blu per tutti.

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