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Ho fatto un brutto sogno. Mi trovavo in un posto chiamato Belpaese, dove da qualche tempo, come nel resto del mondo, c’era un brutto virus che provocava danni ai polmoni ed era capace anche di uccidere le persone. Il peggio, secondo molti, era passato. Però ogni giorno il numero dei contagiati era sempre abbastanza alto. Ciò nonostante il sindaco di un piccolo comune, noto per essere un individuo molto critico, aveva vietato l’uso delle mascherine protettive.

Negli stessi momenti il proprietario di un locale da ballo, dove si erano registrati casi di Covid, era risultato lui stesso positivo al tampone. Nei giorni precedenti aveva contestato le scelte del governo di chiudere le discoteche per motivi di salute pubblica. Avvicinato dai giornalisti però continuava a rispondere in modo ironico: “state lontani – aveva detto con fare sardonico – altrimenti vi attacco di tutto”.

Del resto, poche ore prima, un noto medico era salito alla ribalta per aver dichiarato che il virus era clinicamente morto.

Eppure, in quel posto chiamato Belpaese, c’erano state oltre 35mila vittime. Ed erano stati moltissimi gli operatori sanitari impegnati nella lotta a quel coronavirus tanto temuto. E forse, per il rispetto di tutti, una maggiore prudenza in più rispetto ad atteggiamenti e dichiarazioni, non avrebbe guastato.

Poi mi sono svegliato. Per fortuna era solo un brutto sogno.

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IMMAGINE DI COPERTINA: ritratto attribuito a Jr Korpa sul portale di immagini Unsplash.

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