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Litigano i virologi, innanzitutto. Burioni a Tarro: “Se tu sei candidato al Nobel, io a Miss Italia”. E l’altro: “Di te meglio non parlare”. Poi litigano i leader dei partiti. Meloni e Salvini contro Conte, e viceversa. Litigano i governatori delle Regioni sulle riaperture: meglio subito. No, meglio dopo. De Luca: “Blocchiamo l’ingresso in Campania”. E Fontana: “Noi invece vi accogliamo”.  E litigano i leader europei sui coronabond e sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Sgarbi litiga con tutti, ma non è una novità.

Poi litigano marito e moglie, da troppo tempo a stretto contatto in casa. E litigano i figli, che vorrebbero uscire e non ce la fanno più. E gli amanti, perché la lontananza, si sa, è come il vento. Litigano anche gli amici sui social. Fateci caso, i commenti a margine dei post sono sempre più aggressivi. La vita sociale virtuale è troppo stressante. E litigano i condomini, perché lui è passato dal portone senza mascherina. Sembra già lontano il tempo dei cori fuori dai balconi. Poi litigano gli automobilisti bloccati dalle forze dell’ordine per i controlli. E litigano quelli in fila davanti al supermercato. E la signora che si lamenta alla cassa perché il succo di arancia costa più della benzina.

I duchi di Sussex, Harry e Meghan, litigano coi giornalisti dei tabloid: da ora in poi zero interviste e zero rapporti, tranne che in tribunale. Hanno fatto a pezzi la nostra vita, dicono in stile poco british. Del resto, avevano già riunciato al loro ruolo all’interno della Royal Family.

Litiga Trump con la Cina. Se la prende anche con l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per lui, comunque, vale come per Sgarbi, non è una novità.

Tornando alle cose di casa nostra, Vittorio Feltri litiga con il meraviglioso popolo del meridione. Anzi, il suo è un vero e proprio attacco. Dice che senza il sud il nord campa alla grande. Poi consiglia, sempre a quelli del sud, di darsi una regolata per evitare una brutta fine, “peraltro – parole sue –  meritata”. E non si risparmia neanche in televisione con offese “peraltro gratuite”. Feltri, ma ci fai o ci sei?

Litigano anche i cani con i loro padroni: uscire di casa quindici volte volte al giorno è troppo anche per i migliori amici dell’uomo. Litiga il Copasir e anche i big del web sulla app per affrontare la Fase 2. Litiga perfino il prete con i carabinieri perché non vuole fermare la messa.Noi vorremmo sentirgli dire, anche se virtualmente: “scambiatevi il segno della pace”.

Ma chi aveva detto che per superare questo difficile momento dovevamo restare tutti uniti?

 

Nell’immagine: Competizione al ponte dei pugni a Venezia, Joseph Heintz il Giovane,1673, Germanisches Nationalmuseum, Norimberga.

 

One thought on “IL LITIGIO

  1. Il confronto può essere anche talvolta aspro. Io ho sempre preferito i toni cosiddetti “politicamente scorretti” e spesso ironici piuttosto che quel “volemose bene” che uniforma e rende acritici. Essere uniti non significa necessariamente portare i cervelli all’ammasso, tanto più che coloro che ci raccomandano unità sono spesso titolari di interessi inconfessabili e, in ogni caso, privi del necessario carisma. La cosa che non tollero è tuttavia la prevaricazione: quando si “parlano sopra” e cercano di non fare esprimere un pensiero compiuto all’interlocutore di pensiero diverso. Poi si dovrebbe fare una cosa democratica: quando alla TV qualcuno dispensa consigli o propina regole, dovrebbe sempre esserci una didascalia che riporti il reddito e il casellario giudiziale del dispensatore… sai quanti calci in culo si prenderebbero alla prima occasione?!

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